TelePavia ~ abbiamo una nuova emittente locale pavese sul DTT
15 febbraio 2010 – 23:38 | Nessun commento

L’ho scoperto per caso, per un passaparola di un collega, ma sembra proprio vero: in digitale terrestre è già disponibile l’emittente televisiva Tele Pavia. Purtroppo io non la vedo. Questo DTT ha la capacità di …

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Teatro a Mortara. In arrivo Le Teste Parlanti, attori del corso teatrale comunale alle prese con Alan Bennett. Regia Marta Comeglio.

Scritto da Sasha – 3 ottobre 2009 – 01:092 commenti

Come ogni anno, il gruppo del Corso Tetrale del Comune di Mortara (quest’anno più folto che mai) sta per andare in scena con uno nuovo spettacolo.

Questa volta si tratta di Le Teste Parlanti. Lavoro adattato e diretto da Marta Comeglio che si basa sugli scritti di Alen Bennett. Momenti di teatro tradizionale si affiancano a momenti di recitazione straniata, dove gli attori recitano come teste sospese nel buio, simboli dell’estremo formalismo, voci private dello spessore umano.

Locandina Le Teste ParlantiAlan Bennett è come un microscopio che va a stanare i più piccoli particolari della quotidianità, li analizza, li scandaglia, li indaga nella loro ripetitività  e li incorona a simbolo dell’esistenza stessa. Una patatina finita per sbaglio nello zucchero, un biscotto caduto e dimenticato sotto il sofà, le lenticchie su cui si stende una fedifraga alcolista nel retrobottega di un emporio orientale, l’urina di Re Giorgio che, controllata ogni mattina dovrebbe raccontare la salute mentale del monarca , tutti questi  particolari diventano i termometri delle vite, dei ricordi, delle nostalgie, dei piaceri, delle manie, delle verità dei personaggi, che più che personaggi, ci sembrano sempre di più persone vere, immerse nella loro profonda umanità. Pronte a combattere tra l’essere se stessi e l’apparire come la società, gli altri, la norma, vogliono che loro appaiano. I particolari diventano anche simbolo di quanto gli individui abbiano bisogno di essere legati alla loro quotidiana fisicità per sentirsi vivi.  Devono, spesso a loro danno, imparare nuovamente, come Re Giorgio, a sembrare e a controllarsi e, quando non ci riescono, soccombono, divorati dalla loro inespressa e repressa voglia di vita. La perdita di controllo li porta a poter vivere liberamente il proprio lato umano caratterizzato sia dai disagi (malattia e follia), sia dai piaceri (sesso e amore), ma li priva del potere sugli altri, alienandoli nella malattia, pazzia, alcoolismo o morte. Nella società, sia essa quella del ‘700 che quella contemporanea, vince sempre la forma sul contenuto. L’essenza e il giusto rapporto tra l’essere e l’apparire è un equilibrio effimero destinato a frantumarsi contro il logorio della quotidianità. Il tempo che passa ha il potere di trasformare i sogni in assenze, le malattie in finte guarigioni, il presente in ricordo, la vita in morte, ma non riesce a scalfire la natura imperfetta dell’uomo, sempre teso tra gli istinti del corpo e i bisogni dell’anima,  i tempi della fisicità e gli spazi della mente. Contraddizione che si concretizza sul palcoscenico dell’esistenza come una frattura: teste staccate da corpi, pensieri privati della carne. Con Alan Bennett si ride per non piangere, di contraddizioni tanto esilaranti quanto amare, in una beckettiana attesa della morte.

Marta Comeglio

Lo spettacolo va in scena la prossima settimana. La prima è il 10 ottobre 2009 presso il rinomato Auditorium “Città di Mortara” a Mortara (Pavia) alle ore 21:00. Seguirà poi una replica domenica 11 ottobre sempre alle ore 21:00.

I biglietti sono già in prevendità alla Libreria “Le Mille e Una Pagina” in corso Garibaldi, 7 a Mortara e ci sono ancora alcuni posti disponibili per domenica 11.

Drammaturgia e Regia: Marta Comeglio
Scelte musicali: Marta Comeglio

Partecipanti al corso di teatro comunale ed al saggio finale:

Federico Pizzini
Chantal Passarella
Lorella Carisio
Andrea Mazzino
Sasha Galkin
Simone Lambra
Paola Savini
Emanuela Farina
Gabriele Omodeo Vanone
Sara Lodigiani
Eleonora Travaglino
Beatrice Barbato
Luca Recchia
Marco Lovati
Roberto Frigerio
Federico Mariani
Patrizia Belotti
Fernanda Pistillo
Marzia Guerini
Cristina Bocca
Giulia Costà Barbé
Roberto Pasero
Eleonora Ferrarini
Gianni Pea

Assistente: Maurizio Menardi
Scenografie: Walter Passarella, Gaia Minola, Camilla Sesini, Chantal Passarella
Quadri presenti sulla scena di Walter Passerella
Costumi: Mina Fontana
Fonica: Nicolò Marchesi
Luci: Jacopo Marchesi

Primo Tempo

•    Prologo: monologo estratto dal racconto Una visita guidata
•    da Talking heads, testi scritti per la televisione e per il teatro, sono stati estratti brani dai seguenti monologhi:
- Morte all’inglese
-Una patatina nello zucchero
-Una donna di nessuna importanza
-Un letto tra le lenticchie
-Un biscotto sotto il sofà
•    Monologo estratto dal romanzo La sovrana lettrice

La recitazione degli attori alternerà momenti legati al presente ad altri ricercati nella memoria, vivendoli come attimi fortemente rappresentativi della propria esistenza. Passato e presente convivono in scene strutturate come montaggi di fotogrammi cinematografici rappresentati sulla scena contemporaneamente. Gli attori guardano di fronte a sé rivolgendosi ai propri referenti che stanno di fianco o dietro a loro, colti nello stesso attimo, come potessimo riprendere le scene dei loro dialoghi con macchine da presa differenti. Uno stratagemma che il teatro ci permette e che assume anche un significato più intenso: quando i personaggi parlano credono di dialogare, ma in realtà sono profondamente soli, prigionieri dei propri logorroici monologhi e delle loro ripetitive e paranoiche battute.

Secondo Tempo

•    Scene estratte dal testo teatrale La pazzia di Re Giorgio.

Il Testo di Bennett mette in risalto la perdita di potere della monarchia inglese a favore del Parlamento nella fine del Settecento e getta lo sguardo sulle pratiche mediche dell’epoca. Al giorno d’oggi è appurato che Giorgio III fosse affetto da un disturbo ereditario noto come porfiria, una cui chiara manifestazione è l’inscurirsi del colore delle urine. Storicamente quella del 1788 non fu l’unica crisi. I disturbi mentali di Giorgio III si riproposero negli anni seguenti e dal 1810 furono praticamente permanenti, al punto che il figlio Giorgio divenne di fatto principe reggente e poi re (Giorgio IV del Regno Unito) alla morte del padre. “La pazzia di re Giorgio” mette in luce un interessante contrasto tra il mondo della corte, dove il sovrano è riverito, obbedito, temuto, ed il mondo della politica, dove la salute del re è il centro di giochi di potere. Alla famiglia reale, svuotata dell’autorità e della facoltà di dirigere il governo della nazione, resta, però, il dovere di apparire, agli occhi del popolo, come un modello, un esempio a cui fare riferimento.

Alan Bennett (Armley, 9 maggio 1934) è uno scrittore e drammaturgo inglese. Con la commedia The History Boys ha vinto il Tony Award. E’ nato a Armley a Leeds, nello Yorkshire. Figlio di un macellaio, dopo gli studi secondari ha vinto una borsa di studio ad Oxford presso l’Exeter College, dove si è laureato in storia e dove è rimasto per diversi anni come ricercatore e docente di storia medievale, finché non ha abbandonato il mondo accademico per dedicarsi al teatro. Al 1994 risale il film La pazzia di Re Giorgio, adattamento dell’omonima commedia di Bennett del 1991.

Locandina Le Teste Parlanti

 

 

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