Inaugurazione della stagione del Teatro alla Scala di Milano ~ Carmen di Georges Bizet
L’altra sera è andato in scena l’attesissimo evento a livello mondiale – l’inaugurazione della stagione 2009-2010 del Teatro alla Scala di Milano con la prima de Carmen di Georges Bizet per la regia di Emma Dante e Daniel Barenboim in qualità di direttore d’orchestra.
Innanzitutto, mi sembra di aver capito, che nuovamente il paese Italia, non ha offerto ai propri cittadini, l’adeguata possibilità di visione di questo evento, mentre veniva trasmesso e proiettato nel resto del mondo. No, certo, è stato scelto un canale a pagamento di Sky, Classica, per offrire ai fruitori afecionados(?) del maledetto ed INUTILE digitale terrestre la sublime visione dell’opera. Ma chi l’ha vista quindi?? Magari i fortunati del Nord Italia che casualmente ricevono la televisione svizzera italiana (RSI2).
Fortuna, che l’Europa è unita e, fortuna che esiste il satellite, capace ancora di regalare delle buone possibilità al di fuori di Sky…
Questo per dire, quanto è sempre vergognoso il fatto che mai un’opera teatrale, un concerto di BUONA musica, un (!) festival jazz italiano, un opera della Scala, vengano trasmessi dalla TV pubblica di Stato Italiano… Ma il popolo si sa, deve essere educato a suon di reality, “Amici” e Porte in faccia ;) Già, le riprese erano però della RAI, quindi italianissime e molto belle, in HD pure… no comment….
Vi propongo un estratto in HD, a mio avviso, di una delle scene più belle, a cui aggiungerò altre nei prossimi giorni. Stay Tuned ;)
La bravura dei protagonisti è senz’altro indiscussa ed è ammirevole la quantità di persone che si sono susseguite sul palco, davvero notevolissimo lo sforzo. La scenografia ed elementi scenici, a mio avviso, sono stati adeguati e, per esempio, la scena dell’apparizione di Carmen con la fine del turno di fabbrica è molto coinvolgente. Rimane però il fatto, che soprattutto il 3° atto è particolarmente cupo e angosciante, impregnato di morte. Manca della giocosità e frivolezza che, Carmen, “opera di strada” zingaresca potrebbe senz’altro offrire.
MILANO – Una salve di applausi lunga quattordici minuti ha salutato il successo della Carmen di Bizet, diretta da Daniel Barenboim, che ha aperto la stagione della Scala. Contestata però la regia, con molti fischi e «buu» soprattutto dal loggione. Gli applausi, le ovazioni e i bravo sono andati in crescendo man mano che sul palco si sono affacciati il coro, i cantanti e i due protagonisti, il soprano Anita Rachvelishvili e il tenore Jonas Kaufmann. Il culmine è stato raggiunto quando a sorpresa Daniel Barenboim si è presentato sul palcoscenico con l’orchestra schierata alle spalle. La gazzarra, come non si vedeva da anni, ha invece avuto inizio con l’uscita della regista Emma Dante, che è rimasta in piedi e si è inchinata al pubblico anche nei momenti di contestazione più accesa. Chiuso il sipario Daniel Barenboim l’ha riportata sul palcoscenico, ma dopo i primi applausi sono tornate le contestazioni. La regista è stata però accolta con un boato clamoroso di applausi dai lavoratori della Scala, che si sono radunati dopo lo spettacolo nel retropalco. «Per me – ha detto la Dante – questo è l’applauso più bello».
«LA REGISTA: NON HO FORZATO» – «Forse ci sono idee che non sono state capite, perché non si ritrovano nel libretto, ma che non sono comunque forzature», ha spiegato la regista Emma Dante. «Io comunque non mi preoccupo, sono contenta del lavoro che ho fatto – ha aggiunto – soprattutto del lavoro di squadra che abbiamo fatto, quanto alle contestazioni tutto sommato sono reazioni vitali». Alla domanda se tornerà a una regia operistica, ha risposto: «Credo che passerà molto tempo». E poi scherzando di nuovo sui fischi la regista ha risposto: «Non so se dipende dall’età o dalla digestione, ho sempre suggerito che bisogna mangiare dopo lo spettacolo, non prima».
BARENBOIM: «DIVENTERA’ LEGGENDA» – «Vengo dal paese dei profeti (Israele, ndr) e vi posso assicurare che questa Carmen diventerà una leggenda. Sono molto contento e molto soddisfatto di averla fatta», ha detto Barenboim subito dopo la conclusione dell’opera. Il direttore ha espresso soddisfazione per la prova della giovane mezzosoprano Anita Rachvelishvili e ha avuto parole di elogio per la regista Emma Dante. Riguardo alle contestazioni ha detto: «E’ normale che ci siano. Ci sarebbe da preoccuparsi se l’opera non piacesse a nessuno – ha aggiunto – ma se a qualcuno piace e altri la contestano è nell’ordine naturale delle cose, perché sono giudizi individuali». Lo spettacolo «sarà capito tra due anni, ci vorranno due o tre riprese», ha affermato il sovrintendente della Scala Stephane Lissner, ricordando che anche la leggendaria Traviata diretta da Luchino Visconti fu fischiata.
NAPOLITANO: «GIOVANI TALENTI» – «Questa Carmen non è tradizionale ma è la consacrazione di giovani talenti nel canto. Un’opera bellissima sotto la guida di un grande direttore come il maestro Barenboim», è il commento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ai giornalisti che chiedevano se la Scala debba diventare teatro nazionale ha poi risposto: «Non mi fate domande così difficili a quest’ora». Sulla giovinezza degli interpreti il vice presidente della Scala, Bruno Ermolli, ha dichiarato: «Solo una grande realtà come la Scala può permettersi di far debuttare un mezzo soprano e una regista che finora non aveva mai fatto la lirica. Abbiamo innovato nella tradizione».
CONFALONIERI: «BRAVISSIMI» – Positivo il commento del presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, soprattutto per quanto riguarda i protagonisti Anita Rachvelishvili e Jonas Kaufmann che definisce «bravissimi». Il numero uno di Mediaset, replicando ai cronisti, si è anche soffermato sul tema della sobrietà, più volte invocato in tempo di difficoltà dell’economia. «La crisi c’è – ha argomentato Confalonieri – però la musica c’è sempre stata e la Scala c’è sempre stata, anche in tempo di guerra. In tempi di crisi come questi bisognerebbe essere più sobri e mi sembra che la sobrietà ci sia stata».
BAZOLI: «REGIA TROPPO CARICA» – «Protagonisti eccezionali, regia troppo carica»: questo, in estrema sintesi, il giudizio di Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, banca tra i soci fondatori e gli sponsor più rilevanti del teatro. «L’opera – ha detto – mi è piaciuta molto. Trovo i due protagonisti di grandissimo livello. A me poi piace molto il direttore Daniel Barenboim». Per quanto riguarda la regia di Emma Dante, ha continuato, «distinguerei: la scena mi piace molto, mentre la regia è molto forte. Si sapeva ma la trovo un po’ invadente. Carica molto. E’ sicuramente una rappresentazione molto interessante, però è troppo carica. Complessivamente si tratta comunque di un bello spettacolo».
LA BRAMBILLA: «REGIA FORTE» – La regia di Emma Dante è «una scelta coraggiosa, forte, che va apprezzata», ha invece commentato il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla. «E’ una Carmen, quella della Dante – ha continuato il ministro – che aiuta a diffondere l’immagine dell’Italia nel mondo».
BORRELLI: «QUANTI REATI!» «È la bella sorpresa. Sull’opera forse ci si aspettava qualcosa di più pepato, ma è ammirevole dal punto di vista tecnico», ha commentato l’ex pm Francesco Saverio Borrelli. Conversando con i giornalisti a proposito della trama dell’opera, Borrelli ha sottolineato come «dal primo all’ultimo atto vi siano così tanti reati che potrebbero star benissimo in un tribunale e anche in Corte d’Assise».
[Corriere.it]
«La regia di Emma Dante sarebbe stata adatta ad un festival, ma la Scala è un teatro di tradizione e questa era l’inaugurazione della Stagione». Si esprime così Pierangela Abis, trent’anni di loggione e una passione che non si ferma davanti a banali ostacoli tipo tre giorni e tre notti in coda per accaparrarsi un biglietto («L’ho fatto per il “Don Carlos” del ‘93 – ricorda -, quello con Pavarotti e Samuel Ramey, ma ne valeva la pena»). Dissente anche da chi afferma che i fischi venivano solo da una parte del Loggione. «Direi piuttosto che ci siamo sgolati con i buu. Anche quando Bareinboim ha portato fuori la Dante abbracciandola. Sappiamo che il maestro la stima molto, ma, ci dispiace, questo spettacolo non ci ha convinto. Troppo cupo, troppa gente in scena e, soprattutto, tanta angoscia, l’incombere della morte fin dall’inizio. In “Carmen” c’è anche un lato gioioso che non è mai venuto fuori. Personalmente, mi ha dato fastidio anche tutta quella violenza sulle donne».
Non ci stanno, i loggionisti della Scala, a passare per tradizionalisti ad oltranza. «Non siamo passatisti, – prosegue la Abis – apprezziamo le regie di Strehler, Ronconi, Peter Brooke, ma la Dante non ha interpretato Bizet, ma sé stessa. L’aspetto teatrale schiacciava quello musicale, in dei momenti ho rimpianto che l’esecuzione non fosse in forma di concerto. Perché la protagonista è stata stupenda. Una voce meravigliosa, veramente importante. E, credo di esprimere un sentire comune a tutto il loggione, è stato bellissimo che sia stata data quest’opportunità a lei, uscita dalla scuola della Scala, non sponsorizzata da agenzie o case discografiche. Ci è piaciuto anche il tenore, meno Escamillio e pochissimo Micaela, un personaggio di cui, senza andare a scomodare la Freni, si sono sentite alla Scala ben altre interpreti. Molto positivo il giudizio su Barenboim, l’abbiamo proprio apprezzato».[IlSole24Ore]
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